Progetto Educativo 2015

All’inizio di quest’anno scout e dopo le verifiche di unità è apparsa evidente da parte di tutti i membri della Comunità capi l’esigenza di darsi dei nuovi binari sui quali fare camminare le attività e la crescita di tutto il gruppo. In grande continuità con il passato, è uscita fuori la volontà di mettere sempre al centro di tutto il ragazzo con i suoi sogni e le sue aspirazioni. Mentre, vista la velocità con cui le situazioni e le esigenze cambiano al giorno d’oggi, abbiamo provato ad immaginare per la prima volta che il Progetto Educativo non avesse una scadenza già delineata in sede di stesura, ma che le future verifiche annuali di quello che si è fatto potessero guidare i nostri passi futuri.

Nasce da queste semplici ma sostanziali prerogative il PROGETTO EDUCATIVO 2015.

L’analisi

I ragazzi che fanno parte del nostro gruppo non sono altro che bambini, adolescenti e giovani del nostro tempo, inseriti nella nostra realtà sociale e culturale, che vivono dinamiche relazionali figlie di ciò che le nostre famiglie, il nostro territorio, la nostra parrocchia sono in grado di proporre loro. Sono ragazzi svegli che, se da un lato sembra non fatichino a tenere i ritmi del progresso, dall’altro sono spesso in crisi perché questi stessi ritmi non danno loro la possibilità di sperimentarsi e di rendersi conto delle loro, a volte sorprendenti, potenzialità. Vivono la mancanza di occasioni per sperimentarsi in più contesti e ciò non dà loro la forte consapevolezza di essere persone, vere, che possono e quindi devono puntare in alto. Esprimono in maniera decisa i loro bisogni di socialità e la loro voglia di sentirsi protagonisti della loro vita e del loro tempo anche se spesso sono costretti a farlo utilizzando strategie espressive e comunicative poco efficaci e non adeguate alla propria età, che troppe volte li penalizzano; non hanno sempre la cognizione dell’importanza della cura e del rispetto del proprio corpo e del proprio organismo, ma anche dei loro carismi e talenti, e questo li porta inevitabilmente a non avere una considerazione adeguata di se stessi.

Sembra manchino di interesse verso il vero significato delle cose e sono portati a non chiedersi sempre il perché di ciò che accade, a non approfondire; a volte non sono stimolati ad una sana competizione con i pari età. Specie in età di branca R/S pagano la carenze di opportunità che favoriscano la partecipazione e la cittadinanza attiva.

Non hanno sempre gli strumenti che gli consentono di sapere sognare e quindi di alzare il tiro di loro sogni.

Difficile è per i ragazzi del nostro gruppo, cogliere la bellezza dell’amore di Dio Padre nella magnificenza del creato, nel sorriso del compagno di strada ma soprattutto nella straordinarietà di essere se stessi, allo stesso tempo beneficiari e custodi della Sua opera.

Tra i punti di forza sicuramente la presenza di un contesto familiare/territoriale che crede fortemente nella loro crescita, non facendo mai mancare loro il supporto necessario e gli stimoli adeguati. Le famiglie credono fino in fondo nell’efficacia della azione educativa del metodo scout, e cercano per quanto possibile di incentivarne l’azione.

 

 IL PROGETTO

Tutte queste valutazioni insieme ad una profonda analisi interna di risorse e limiti ci hanno portato a potere individuare delle aree di impegno prioritario che sono:

 ”IL RAGAZZO E DIO”

”IL RAGAZZO E SE STESSO” ”IL RAGAZZO E GLI ALTRI”  “TERRITORIO”

Come punto di partenza abbiamo pensato all’ area ”IL RAGAZZO E DIO” perché Dio è fonte e culmine di ogni altra relazione; quest’area è quindi centrale e abbraccia le altre tre. Ha come obiettivo principale la RISCOPERTA DELLA BELLEZZA E DELL’AMORE CHE VIENE DA DIO PADRE.

Gli obiettivi specifici sono:

  • La bellezza dell’amore di Dio, intesa come gratuità che ci permette di amare noi stessi, gli altri e tutto il creato.
  • Scoprire la bellezza dei sacramenti e quindi del rapporto con Dio: riconciliarsi, essere perdonato e rendere familiare l’appuntamento con l’Eucarestia, considerando l’altare come “casa”.
  •  Scoprire la bellezza della liturgia per comprenderne e apprezzarne meglio il significato e poi comunicarla.

 

”IL RAGAZZO E SE STESSO”

  •  Amore cura e rispetto di sé non solo a livello fisico ma anche il prendersi cura della propria crescita culturale a tutto tondo, acquisendo coscienza dei propri limiti e dei propri punti di forza. Capire quanto sia importante l’attività fisica e una corretta alimentazione, quanto siano dannose le cattive abitudini, considerarsi unici accettando e migliorando i propri difetti.
  • Sentirsi a proprio agio in una dinamica più naturale. Sperimentarsi in un contesto più vicino alla natura, sperimentarsi con maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità e sapere mettersi in gioco.
  • Approfondire e chiedersi il perché delle cose. Stare attenti a ciò che accade intorno e sviluppare una coscienza critica e costruttiva. Sentirsi coinvolti e appassionarsi a ciò che piace.

 

 ”IL RAGAZZO E GLI ALTRI”

  •  Sentirsi soggetto e non oggetto, partecipare cambiando le situazione e quindi essere decisivi. Crearsi un contesto favorevole alla relazione con gli altri in cui essere influente.
  • Educare ad una comunicazione efficace, riscoprire i termini quale ad esempio “condividere”. Far si che, prima di tutto, sia autentico il messaggio e ciò renda autentica la comunicazione o il mezzo. Aiutarli al raggiungimento di una pratica comunicativa efficace attraverso un’accurata scelta di mezzi e codici.

 

 “TERRITORIO”

  •  L’I Care, non chiudersi troppo in sé stessi, ma a partire dalle realtà più vicine – quali la sede e la parrocchia – aprirsi davvero al mondo, senza restare indifferenti e prendendo a cuore tutto ciò che accede intorno.
  • Educare alla bellezza, fare in modo che possano riconoscere le cose veramente belle, possano scoprirle anche soli e poi prendersene cura in prima persona. Invogliandoli anche a non rassegnarsi a quello che già c’è.